Fenomenologia della Metacosa, Milano

Fenomenologia della Metacosa
7 artisti nel 1979 a Milano e 25 anni dopo

a cura di Philippe Daverio

Spazio Oberdan, Milano | 6 ottobre – 21 novembre 2004

(guarda il video nel sito dello Spazio Oberdan)


Philippe Daverio e Adriano Baldi

Philippe Daverio e Adriano Baldi

Pochi hanno forse finora sentito parlare della Metacosa. Sono noti singolarmente alcuni degli artisti visivi che vi hanno partecipato, Gianfranco Ferroni, scomparso nel 2001, oppure Sandro Luporini, conosciuto come autore di testi teatrali e inventore anticonformista dei recital di Giorgio Gaber. Gli altri partecipanti del gruppo sorto nel 1979 sono oggi disseminati fra Toscana, Milano, Bologna e Londra, o hanno lavorato negli Stati Uniti. In realtà perché la Metacosa non fu mai un gruppo inteso come solitamente si sono considerate le consorterie teoriche o militanti nel campo dell’arte recente.
Si sono incontrati Bartolini, Biagi, Ferroni, Luino, Luporini, Mannocci e Tonelli attorno ad una mostra da Chiara Fasser a Brescia, dove la sperimentazione del rapporto fra di loro era talmente priva di retorica che il testo d’introduzione non superava tre righe tipografiche. Replicarono l’esperimento a Milano presso il Fante di Spade nell’80 e per un breve periodo rimasero legati “allo stesso mercato”; poi la vita creativa decise di spedirli ognuno sulla propria strada e lasciò come legame fra di loro non una linguistica estetica ma una consuetudine che s’è fatta con gli anni amicizia.

Per ognuno di loro il percorso s’è evoluto secondo le inclinazioni e i talenti, ma sempre tenendo conto d’un comune punto di partenza. Che era poi questo punto d’inizio un momento di riflessione artistica e politica nel frangente d’un paese che passava dalle certe incertezze degli anni di piombo alle incerte certezze d’un ritorno all’ordine, anche formale. Al di là di loro si andavano generando allora gruppi solidi veri e propri, la transavanguardia per tutti, oppure stavano trasformandosi in scuole affermate e stabili le sperimentazioni precedenti dell’arte povera e concettuale. Furono per anni, gli artisti della Metacosa, lasciati ad un destino leggero non lontano da ciò che una volta si chiamava l’incomprensione. Senza scomparire però. Dipingendo con una attenzione forte al contenuto e considerando la pittura uno dei cimenti del proprio anticonformismo.

I pittori della "Metacosa" con Adriano Baldi, presidente dell'Adac

I pittori della "Metacosa" con Adriano Baldi, presidente dell'Adac

A venticinque anni di distanza, una lettura trasversale del lavoro compiuto diventa di estremo interesse, consente paragoni di parametri, valutazioni di qualità che parevano ad alcuni obsolete e sono tornate d’attualità viva, e permette di ritrovare nella loro testimonianza d’allora e d’oggi un documento fondamentale della nostra vita e forse una strada intelligente per l’arte.
Philippe Daverio